“il corpo.. non mente”

Che il sentirsi bene della persona preveda il suo benessere sia fisico che mentale, appare abbastanza scontato.

Differente è considerare come le situazioni problematiche intervengano ad irrigidire, bloccare, chiudere il nostro corpo e come quest’ ultimo alla fine richieda a gran voce di essere ascoltato, liberato…

Il lavoro sulla decodifica del linguaggio del corpo passa dall’alleggerimento dei muscoli della catena posteriore, notoriamente i più contratti anche solo per la loro posizione di sostegno verticale. Essi, sorreggendoci in tutti i passaggi di vita anche i più pesanti e difficili, si irrigidiscono costituendo quasi una corazza di difesa e di resistenza emotiva.

Spesso le tensioni muscolari e le contratture sigillano emozioni troppo intense per essere vissute coscientemente. Un’emozione è comunque una carica che preme verso l’esterno per trovare sfogo.  Se socialmente questo non è accettabile secondo i nostri costrutti, allora rinneghiamo questa esigenza, la tratteniamo, la incastriamo incosciamente nei nostri muscoli.

Il corpo infatti non distingue uno stress fisico da uno psichico.. ( non scende a compromessi, non sente scuse!) ..si contrae e basta: è la nostra parte più genuina ed autentica.

Concedersi di lavorare sul corpo che chiede, significa liberarlo da tale armatura, renderlo dapprima vulnerabile, quindi finalmente libero di respirare , di proporsi, di Essere.

Il Metodo Mèsiéres / Bertelè,  ben si presta a tale ricerca di benessere personale.

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